Steve Jobs_un uomo e il suo sogno

Il 5 ottobre del 2011 abbandonava questa vita Steve Jobs, uno dei geni che hanno contraddistinto il nostro secolo e che ha lasciato un segno indelebile non solo da un punto di vista meramente tecnologico, ma anche sociologico. Un segno che deriva da un sogno: avvicinare e connettere gli individui

Un genio al pari di Benjamin Franklin e di Albert Einstein, come era solito definirsi in maniera presuntuosa, durante le passeggiate con Walter Isaacson.

Questi che di quei due giganti aveva curato e scritto le biografie, non riusciva ancora a cogliere il motivo di tanta insistenza.

Jobs infatti, chiedeva molto spesso a Isaacson di raccontare in un libro la sua vita, dicendogli soltanto che ne sarebbe valsa la pena.

Lo scrittore ignorava della malattia di cui invece Jobs, e solo pochissimi altri oltre la moglie, era già a conoscenza. 

Dicevamo di un sogno… avvicinare e connettere gli individui. Sarà dipeso dal fatto di essere stato abbandonato dai genitori naturali e dal suo senso di rivalsa verso questi ultimi?

Dall’amore e dall’unione dei genitori adottivi, vissuti insieme fino alla fine dei loro giorni e che lo hanno sempre fatto sentire un bambino speciale?

A prescindere da quale fosse il vero motivo alla base del suo ossessionante sogno, Steven Paul Jobs il suo obiettivo l’ha raggiunto in pieno.

Lo ha lasciato in eredità a tutti coloro, uomini altrettanto formidabili, che con lui hanno lavorato e che continuano a portarlo avanti, diventato ormai anche il loro sogno.

Similmente a quello che avevano perseguito Hewlett e Packard, voleva creare qualcosa di così innovativo e geniale da continuare a sopravvivere anche oltre i propri fondatori.

Un obiettivo che doveva essere propedeutico al sogno di rendere vicine le persone attraverso la tecnologia.

Ogni sua invenzione, dal Macintosh al Ipod, al Macbook, all’Iphone, all’Ipad, non nasceva dalla necessità di fare soldi, di diventare sempre più ricco.

Era importante donare alle persone esperienze multimediali e interattive sempre più forti, migliorando il senso di vicinanza e condivisione anche tra uomini posti a migliaia di km di distanza gli uni dagli altri.

Personalità tormentata, creativa, passionale, ossessionata dalla ricerca della perfezione e dal controllo su qualsiasi cosa lo riguardasse.

Ha saputo rivoluzionare non solo il settore dei personal computer e della telefonia, ma anche della musica, del cinema d’animazione e dell’editoria elettronica.

A suo dire nulla era impossibile da raggiungere se soltanto lo si voleva.

Steve Jobs_un uomo e il suo sogno app

Steve Jobs, il “Campo di distorsione della realtà”

Nel 1981, Bud Tribble, vice Presidente della Software Technology presso Apple Inc., conia una definizione della personalità di Jobs che diverrà emblematica per descrivere come il suo immenso carisma fosse in grado di stravolgere e influenzare i suoi collaboratori, allora impegnati nella progettazione e creazione del Macintosh: “Campo di distorsione della realtà”.

Negli anni a seguire questa definizione indicherà anche la percezione che il guru di Apple e Pixar, lasciava nelle persone.

In chiunque assistesse ai suoi discorsi durante le presentazioni di un nuovo prodotto o durante le manifestazioni.

È fuori di dubbio che Jobs si circondasse di professionisti validi e preparati, ma a stupire era la sua naturale capacità di saperli convincere che fosse possibile raggiungere risultati impossibili.

Ignorando la realtà e le difficoltà che un’impresa comportava, creava un eccezionale coinvolgimento emotivo nelle persone al suo fianco.

Queste si sentivano capaci di ogni impresa e parte di un progetto unico e grandioso di cui essere estremamente fieri.

Le idee sono importanti, oltre che dover essere anche buone, ma avere una visione è basilare per poter raggiungere qualsiasi obiettivo.

Il “campo di distorsione della realtà” consiste proprio in questo: modificare la percezione di ciò che sembrerebbe umanamente possibile.

Alzare l’asticella sempre più in alto, facendo sentire chi sta accanto persone importanti e fondamentali per la riuscita di un progetto.

Questo farà si che chiunque si senta pienamente coinvolto, dando sempre il massimo e superando i propri limiti

Steve Jobs aveva intuito un principio incredibilmente vero ed importante per ottenere il massimo dai suoi collaboratori: non basta solo essere gratificati economicamente, conta gratificare lo spirito.

Steve Jobs_un uomo e il suo sogno collage

Steve Jobs: il genio e l’uomo

L’uomo della mela, sebbene fosse una persona fuori dal comune, non era benvoluta da tutti.

Dietro il suo genio  e il suo essere visionario infatti, si celava anche un carattere a tratti difficile, irruento e scontroso: famosa è la sua aggressione, nel 1984, a un corrispondente del Time che pare abbia scritto un articolo fin troppo “eloquente”. Siamo nel periodo della presentazione del Macintosh.

Decine furono le persone maltrattate, abbandonate, licenziate o con le quali aveva avuto profondi conflitti durante la sua carriera.

Eppure a un certo punto, dopo la scoperta del suo male, pare che anche queste persone per lui fossero molto importanti.

Come disse a Isaacson, anche loro avrebbero dovuto dire in tutta onestà e schiettezza chi fosse Jobs, per restituire al mondo intero non solo l’aspetto del genio, ma anche quello fragile dell’uomo.

Come spiega a Isaacson durante una delle tante chiacchierate «Da ragazzo mi ero sempre ritenuto un “letterato”, ma mi piaceva l’elettronica. Edwin Land, l’inventore della Polaroid, aveva sottolineato l’importanza delle persone capaci di porsi all’intersezione tra discipline classiche e discipline scientifiche, e pensai che era proprio quello che desideravo fare io».

Mondo umanistico e mondo scientifico si erano mescolati in maniera tale da creare un mix esplosivo di creatività, un po’ come era già successo in Franklin ed Einstein, ponendosi forse come elemento chiave, come keywords per il progresso e l’innovazione dell’economia moderna e contemporanea.

Un’economia creativa, digitale, basata su caratteristiche ovvie e naturali in un genio come Jobs: immaginazione, inventiva, innovazione.

La tecnologia senza la creatività diventa sterile, asettica.

È Icaro senza le sue ali di cera: qualcosa destinato a precipitare velocemente.

Jobs e tutti coloro che hanno avuto e hanno la fortuna di lavorare alla Apple, hanno veramente creato un nuovo modo di pensare:

think different è entrato nella mente di ogni consumatore, ignaro per la prima volta di ciò di cui avrebbe avuto bisogno.

Ecco la genialità di Jobs: cogliere e vedere ciò di cui le persone avrebbero avuto bisogno e fornire loro sempre la soluzione migliore.

Steve Jobs: un uomo e il suo sogno Pixar

 

Il discorso alla Stanford University

Per Jobs coloro che hanno il compito più arduo ma anche più bello, quello di migliorare il mondo, sono i giovani.

E stupendo è stato il 12 giugno del 2005, il discorso alla Stanford University che ha donato ai giovani neolaureati.

Commencement speech ancor più emozionante, significativo e forte se pensiamo che si tratti di una tradizione dei college americani.

Questo indica l’inizio di una nuova vita per un neolaureato, e che a tenerlo è stato un “folle” che decise di abbandonare quella università che non rispecchiava le sue idee e le sue visioni.

Quindici minuti memorabili, durante i quali Jobs ha toccato 3 punti importanti della sua vita, dando al mondo intero una lezione di storytelling da brivido: 

  • La decisione di lasciare il college per frequentare un corso di calligrafia, in un momento della sua vita in cui non aveva nemmeno i soldi per vivere, e di come quel corso avrebbe decretato l’unicità e il successo di Apple.
  • Il periodo in cui, all’apice del successo e della ricchezza, venne licenziato incredibilmente dal consiglio di amministrazione della Apple. Evento in seguito al quale ogni comune mortale non avrebbe retto, e di come invece lui, folle alieno, fondò altre due aziende, per tornare in seguito a essere il capo della mela morsicata, più affamato di prima.
  • Il momento in cui seppe di avere un male purtroppo inguaribile e che forse lo rese cosciente di essere, al di là di tutto, un comune mortale come tutti noi.

Jobs chiuse quel discorso con una citazione che era rimasta impressa nella sua mente quando la lesse in una rivista pubblicata tra il 1968 e il 1972, The Whole Earth Catalog : “Stay hungry. Stay Foolish”

Siate affamati, siate folli, rivolgendosi a quei ragazzi neolaureati che lo avranno ascoltato con stupore, meraviglia e ammirazione.

Quei giovani che come lo era stato lui anni prima, dovevano raccogliere il testimone, ed essere il vero motore del cambiamento e dell’innovazione.

 

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