Smart working - Togethere blog

Smart Working: chi doveva mai dirlo che a ridosso del ricorrente brindisi, dove tradizione vuole che si pensi e si dica che non può andare peggio di com’è andata durante l’anno che ci saluta, questo termine sarebbe diventato croce e delizia di noi tutti: terrore per insegnanti, imprenditori, liberi professionisti e persino per i genitori!

In questo articolo faremo una panoramica sul rapporto di amore odio tra gli italiani, lo smart working ed il digitale in generale.

Ti daremo qualche suggerimento per cercare di vivere al meglio il lavoro da casa, perché come tutto nella vita, anche lo smart working ha aspetti sia positivi che negativi.

Smart Working: eravamo pronti?

La scoperta di un virus alquanto dispettoso e ostico, ci ha fatto scoprire quanto in realtà siamo impreparati ad affrontare certe emergenze inaspettate sul nostro stesso pianeta, mentre siamo contemporaneamente intenti ad esplorare lo spazio profondo e a compiere i primi viaggi privati grazie al nostro caro amico Elon Musk e le sue navette spaziali turistiche.

Si sa…gli ossimori fanno sempre un certo effetto!

Smart working, elearning, DaD, DDI in realtà posseggono antichi progenitori. Si pensi ai primi corsi di formazione a distanza per corrispondenza nati in Inghilterra e Svezia verso la metà dell’800.

Spesso però siamo portati a non dare importanza e a trascurare strumenti e competenze fino a quando non ci sono “utili”, o per lo meno così li consideriamo.

Lo smart working si colloca proprio in questa categoria di conoscenze o strumenti se vogliamo essere più precisi. 

Da perfetto sconosciuto o quasi, è divenuto necessità impellente, strumento da conoscere e possedere al di sopra di tutto, anche perché il digitale, da cui lo smart working prende linfa, è stato l’unico medium tra noi e il mondo, e per mondo intendo anche il nostro vicino di casa.

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Dal confronto quotidiano con il mondo delle imprese e della didattica, il quadro complessivo è quello di una collettività che si è trovata di colpo nella condizione di sentirsi come pionieri di alla conquista del west.

Al posto dei cavalli e delle diligenze però, il nostro viaggio verso l’ignoto ci ha visti in moltissimi casi a bordo di un’astronave chiamata “digital divide”:

  • linee adsl poco o per nulla performanti;
  • mancanza di devices adeguati;
  • assenza di pc, tablet o smartphone in molte famiglie, che si ritrovano con enorme difficoltà a provare ad imbarcarsi nello smart working o nello smart learning.

Insomma tutto smart, tranne le nostre difficoltà very very BIG!

Fortunatamente gli esseri umani, e in special modo noi italiani, abbiamo un grande pregio altrimenti noto come scialuppa di salvataggio: far di necessità virtù!

In questi mesi siamo stati bravissimi a improvvisarci esperti digitali, ad apprendere nozioni e strumenti, o tool per sentirci più British, e ad abbattere tutte le barriere tecnologiche tra noi e la nostra azienda o tra noi, i nostri figli e le istituzioni scolastiche.

Le difficoltà ci sono state e tuttora persistono. Mentre scriviamo stiamo ancora vivendo una fase abbastanza difficile dove lo smart working e la didattica a distanza continuano a rappresentare l’unica soluzione a un problema globale che tutto il mondo sta tentando di risolvere in via definitiva.

A noi di Togethere piace sempre guardare il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto. Pensare soluzioni piuttosto che piangerci addosso e, cosa non meno importante, apprendere nuovi insegnamenti ed esperienze anche da eventi negativi.

La necessità di dover aprire le porte al digital, allo smart working, ci ha messo di fronte ad un dato di fatto: la tecnologia esiste, è o per lo meno dovrebbe essere alla portata di tutti e soprattutto deve rappresentare un veicolo di benessere e di miglioramento della vita quotidiana e professionale di ogni individuo, studente, insegnante o imprenditore.

Lo smart working, che finora sembra essere stato per lo più causa di big problems, siamo certi diventerà sempre più veicolo di big opportunities.

 

Smart Working: gli 8 consigli di Togethere

Prima dell’emergenza che ha costretto tutti a lavorare da casa, avevi mai provato l’esperienza dello smart working?

Oppure eri una di quelle persone casa – ufficio – clienti e stop?

Noi del team di Togethere siamo riusciti a trovare un nostro equilibrio e abbiamo deciso di condividere quelle che riteniamo essere le dritte che possono aiutarti ad apprezzare i vantaggi e a sfruttare al massimo la possibilità di lavorare da casa.

Sei pronto?

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1. Preparati proprio come se andassi a lavoro.

Si, sappiamo cosa stai pensando: «Che senso ha prepararmi come se stessi andando a lavoro, se in realtà devo rimanere a casa?» «Perché perdere tempo a dovermi vestire quando posso tranquillamente rimanere in pigiama?».

All’inizio ti sembrerà di essere un po’ sciocco ed è normale, ma ti assicuriamo che pensare ed agire proprio come se stessi uscendo per andare a lavorare in ufficio, contribuirà  al tuo mindset e ad essere più motivato e professionale anche rimanendo a casa. 

Ciò contribuirà al tuo benessere psichico, preservandoti da quella sensazione di abbrutimento ed apatia sempre in agguato in queste situazioni.

2. Pianifica il tuo lavoro e separalo dalla vita privata.

Uscire di casa la mattina per recarti in ufficio o nella tua azienda è anche un modo per separare in maniera netta la dimensione domestica da quella professionale.

Con lo smart working, è facile incorrere nell’errore di confondere psicologicamente i tempi di lavoro con quelli da dedicare alla casa e alla famiglia.

Destina una stanza o un angolo della tua casa alla tua postazione di lavoro, cercando di evitare luoghi come la stanza da letto, la cucina o altri ambienti troppo frequentati.

Utilizza una sveglia o un timer per programmare e suddividere il tempo delle diverse attività, proprio come se stessi lavorando nel tuo ufficio.

3. Rendi accogliente la tua postazione di lavoro.

Tieni in ordine il tuo angolo dedicato allo smart working e abbelliscilo con qualcosa che ti metta di buonumore: cosa è soggettivo, lasciamo a te la scelta.

Ti consigliamo inoltre, di tenere a portata di mano tutto quello che può esserti utile, come ad esempio caricabatteria, cellulare, blocchi o quaderni, penne ed evidenziatori, per non doverti alzare di continuo e correre il rischio di deconcentrarti.

Ricorda a pranzo e a fine giornata, di riporre e mettere in ordine tutti i tuoi strumenti di lavoro, proprio come faresti sulla scrivania del tuo ufficio. 

4. Mantieni i contatti con i colleghi.

In regime di smart working poter interagire di presenza con i colleghi non è possibile.  È importantissimo però continuare a non interrompere il flusso comunicativo.

Il brainstorming e il cooperative working, anche digitale, sono sinonimi di collaborazione, facilitazione e nascita di nuove idee.

Utilizza le tante piattaforme che consentono videoconferenze, sia per confrontarti su questioni lavorative sia per fare quattro chiacchiere virtuali davanti ad una tazza di caffè!

Questa abitudine aiuta tutti a mantenere vivo un rapporto che diversamente potrebbe essere trascurato.

5. Gestisci la tua concentrazione.

Concentrazione = produttività.

Se sei nella condizione di non poterti “isolare” fisicamente dalle altre persone che vivono insieme a te, come ti abbiamo suggerito al punto 2, cerca di distrarti il meno possibile e di chiedere collaborazione, ricordando che seppur a casa, stai lavorando e necessiti di essere disturbato il meno possibile.

Fai una “to do list”, con gli obiettivi da raggiungere durante tutta la  giornata. Questo ti aiuterà a restare focalizzato e a tenere il ritmo anche nei momenti di maggiore stanchezza.

Ti suggeriamo di creare degli step da raggiungere durante la mattina, separandoli da quelli che affronterai durante il pomeriggio. Questo ti aiuterà ad essere più efficace e produttivo.

6. Procurati gli adeguati supporti di lavoro.

Rendi il tuo lavoro da casa il più confortevole possibile e dai la giusta attenzione anche ad un aspetto apparentemente meno importante come l’ergonomia.

Un gesto anche piccolo, ma ripetuto moltissime volte nella maniera sbagliata, può avere un impatto rilevante e crearti problemi di natura fisica.

Attrezzati di tutto ciò che può esserti utile:

  • mouse
  • cuffie
  • secondo monitor
  • supporto per laptop
  • USB hub
  • pedana

e così via…

7. Scegli la luce migliore.

L’illuminazione è un elemento fondamentale per la tua postazione.

Posizionati accanto ad una fonte di luce naturale e utilizza magari una lampada da tavolo, non soltanto la luce dello schermo.

Evita di avere la luce naturale o artificiale alle spalle, specialmente durante delle video call.

Ti preserverà dal famoso “effetto alone”, evitando di rendere la tua presenza in video conferenza un’apparizione spirituale!

Utilizza una fonte di luce frontale, posizionata dietro il monitor. Se sono presenti fonti di luce laterali, controbilancia per evitare l’effetto chiaroscuro (metà volto illuminato e l’altro al buio). 

8. Muoviti!

Trascorrere l’intera giornata davanti ad uno schermo senza programmare delle pause è deleterio e per niente salutare.

Stabilisci delle sessioni di lavoro della durata di 40/45 minuti intervallate da pause di 10/15 minuti.

Prenditi del tempo per muoverti ed uscire di casa a prendere un po’ di aria fresca. Ne trarrai grossi benefici fisici e psicologici.

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In conclusione smart working e digitale sono assurti improvvisamente a strumenti indispensabili per continuare a coltivare relazioni di natura sociale, professionale e didattica.

Siamo stati colti totalmente alla sprovvista e, bisogna ammetterlo, un po’ è colpa nostra. 

Di necessità virtù e senza disdegnare un pizzico di “ars improvvisandi” che è patrimonio del nostro bel Paese, stiamo affrontando con non poche difficoltà, una situazione molto difficile a livello globale.

Tanto entusiasmo e determinazione ci aiuteranno a trovare il giusto valore del digitale: uno strumento di integrazione e di aggregazione, facilitatore della cultura e del benessere di ogni individuo.

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