SEO e Google l’eterna rincorsa

La SEO è un insieme di tecniche e attività che hanno come obiettivo quello di accrescere la visibilità di un sito web all’interno dei motori di ricerca, migliorando la sua posizione nei risultati cosiddetti “organici”, cioè quelli non a pagamento.

In questo articolo vedremo brevemente in cosa consiste la SEO, le varie tappe della sua storia e quella dei motori di ricerca in generale, con un occhio in particolare su Google e sul perché sia diventato il “re” incontrastato del web.

Tutte le attività legate alla SEO, sono relative a molteplici aspetti di un sito internet e all’ottimizzazione di:

  • struttura del sito
  • codice html
  • contenuti testuali
  • gestione dei link in entrata e in uscita.

Oggi, dal momento che è Google il motore di ricerca maggiormente utilizzato al mondo, gran parte del lavoro della SEO è relativo allo studio dell’algoritmo di Google, dei suoi aggiornamenti e delle azioni da compiere affinché i siti “siano graditi” all’algoritmo.

L’aspetto più importante della SEO però riguarda i contenuti

I motori di ricerca evoluti come Google infatti, interpretano i contenuti di testo attribuendo a questi un punteggio sia di qualità che di pertinenza rispetto all’intento di ricerca dell’utente.

Sintesi perfetta dell’importanza della qualità dei contenuti testuali è la nota frase di Bill Gates Content is King”.

La nascita dei primi motori di ricerca e della SEO

A seguito della creazione del web avvenuta nel 1989, nel 1990 nasce ALIWEB (Archie Like Indexing on the Web), il primo motore di ricerca in assoluto.

 

Si aggiungono ad ALIWEB, verso la metà degli anni ‘90, anche Lycos, AltaVista e Yahoo!.

Viene inoltre utilizzato per la prima volta l’acronimo SEO, anche se in realtà molti webmaster procedevano già ad ottimizzare i siti senza rendersene conto.

È proprio ad essi infatti che, seppur utilizzando tecniche poco ortodosse, si deve lo studio dei primi algoritmi dei motori di ricerca. 

In questa nuova “Età dell’Oro”, ogni mezzo è lecito per portare un sito internet nelle ambite prime posizioni dei risultati di ricerca: così, smontando e rimontando questi risultati fino a carpirne i meccanismi di posizionamento, questi nuovi pionieri del web ne hanno penetrato i primi misteri.

Si racconta ancora di alcuni programmatori che sono riusciti ad estrarre tutti i parametri di Excite, un motore di ricerca molto utilizzato a quei tempi. I parametri in tutto erano 35 e in questo modo sono riusciti a costruire siti ad hoc per quello specifico algoritmo, ottenendo in questo modo il predominio assoluto delle prime posizioni di tutte le loro pagine.

Con l’evolversi dei motori di ricerca e l’impiego di filtri che lasciavano sempre meno margine di manovra per l’utilizzo di sotterfugi, anche le ottimizzazioni hanno subito un’evoluzione forzata e si è stati costretti ad abbandonare queste tecniche “poco convenzionali”, definite Black Hat, in favore di strategie eticamente corrette, chiamate White Hat. Conosciamole meglio.

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Black Hat SEO

La Black Hat SEO è una strategia di posizionamento fortemente disincentivata dai motori di ricerca, tra i motivi principali della periodicità di aggiornamento dei loro algoritmi.

Questa strategia può portare a dei veri e propri picchi di posizionamento ma, una volta scoperta, può provocare fortissime penalizzazioni dei siti se non addirittura la loro eliminazione dagli interi indici.

Molto noto è il caso della controversia tra il sito BMW Germania e Google, avvenuta nel 2006: Mr G. scoprì che venivano utilizzate pagine piene di centinaia di parole chiave nascoste per posizionarsi.
Questa pratica fu classificata come Black Hat SEO e il sito fu subito rimosso dall’indice di Google.

O ancora il sito web di Interflora che, nel 2013, è stato fatto sparire dalle pagine dei risultati con una forte penalizzazione, sempre da parte di Google, per aver acquisito link a pagamento in massa.

White Hat SEO

Le White Hat SEO invece, sono quelle strategie che generalmente sono indicate come etiche e corrette. Vengono incoraggiate nelle linee guida di Google per Webmaster e portano a risultati duraturi nel tempo.

Gray Hat SEO

Naturalmente, tra il black e il white troviamo il Grey Hat SEO, che impiega tecniche “borderline”, strategie che evitano quindi penalizzazioni ai siti, ma che allo stesso tempo non assicurano grande qualità dei contenuti, perché l’unico loro obiettivo è il miglioramento della posizione.

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La lotta tra i motori di ricerca e la SEO

Come abbiamo visto, inizialmente la SEO aveva l’obiettivo di dare vita a pagine ottimizzate per salire di posizionamento nei motori di ricerca.

L’interpretazione degli algoritmi diventa molto raffinata a partire dal 1999 e questo spinge i motori di ricerca a trovare soluzioni nuove e a utilizzare per ogni posizionamento algoritmi multipli e criteri sempre diversi per i posizionamenti.

Le aziende che si occupano di ottimizzazione “rispondono” assumendo a loro volta programmatori che siano in grado di crackare gli algoritmi.

È una guerra senza esclusione di colpi: basta che alcuni siti contengano le parole “ottimizziamo” o ”promuoviamo” per incorrere nel rischio di essere bannati.

Molte aziende che si occupano di SEO chiudono i battenti e così anche i loro clienti.

A cambiare le carte in tavola arriva Google: grazie a spider di nuova generazione che colgono aspetti come il numero di parole chiave all’interno di un testo, o il numero di link in entrata e che sono progettati per rilevare i contenuti duplicati e i testi nascosti, i nuovi algoritmi escludono tutte le strategie utilizzate e funzionanti fino ad allora.

Gli esperti SEO naturalmente, non restano alla finestra fermi a guardare l’evolversi degli algoritmi, ma anzi trovano tecniche nuove per procurarsi migliaia di link in modo automatizzato.

In molti ricorderanno quando nel 2006, proprio qui in Italia, vengono pubblicati migliaia di link contenenti la stessa parola tanto che, digitando nella stringa di ricerca di Google “buffone” viene fuori al primo posto la pagina del Presidente del Consiglio del momento.

Google inizia a modificare periodicamente l’algoritmo, i SEO si adattano alle nuove strategie e la battaglia, con sconfitte e vittorie da entrambe le parti, continua.

SEO e Google l’eterna rincorsa azzurra

La Supremazia di Google

La SEO quindi, dai suoi esordi, ha subìto un drastico cambiamento grazie a Google e al suo rivoluzionario metodo di posizionamento dei siti nei suoi risultati di ricerca.

I costanti aggiornamenti infatti, stravolgono ogni volta le strategie dei SEO, costretti ad indirizzarsi verso una nuova meta: il contenuto.

Content is King è il nuovo mantra

  • qualità dei contenuti
  • brand awareness
  • longevità del dominio
  • assenza di contenuti duplicati
  • mappe del sito funzionanti

Sono questi parte degli elementi verso cui sono spinti i “nuovi” SEO strategist, piuttosto che ai sotterfugi del passato.

La domanda ricorrente di quegli anni tra le riviste di settore, i blog e i forum sul tema era «Is SEO dead?»

Ovviamente no ed è lo stesso Google a confermarlo all’interno delle sue linee guida: «Se stai pensando di utilizzare i servizi di un SEO, prima lo fai meglio è

La risposta è che non è la SEO ad essere morta, ma le ormai sorpassate tecniche  Black Hat.

Di certo l’interesse di Google, è riservare i primi posti delle pagine dei suoi risultati a siti che siano di qualità da un punto di vista di user experience, e che si utilizzi la sua pubblicità a pagamento, principale fonte di entrate del motore di ricerca.

E oggi?

Ecco il motivo per il quale la SEO White Hat resta ancora oggi l’unico metodo valido per poter ottimizzare il proprio sito web, per fare in modo che sia “simpatico” a Google.

Dare visibilità a contenuti di qualità pertinenti alle ricerche degli utenti è l’unico modo per portare avanti l’intesa raggiunta tra Google e i SEO specialist.

Tutto continuerà a concentrarsi sempre di più su:

  • miglioramento delle prestazioni
  • architettura del sito web
  • usabilità
  • contenuti di valore

tutte parti integranti ormai del prodotto e della user experience.

Un sito oggi, per essere ben ottimizzato, necessita di una strategia di web marketing d’insieme che coinvolge molti attori, sia nel processo creativo che nella produzione e promozione di contenuti.

Ma quali sono state le evoluzioni degli algoritmi utilizzati da Google nel corso degli anni, tali da riuscire a stravolgere completamente il vecchio concetto di ottimizzazione e ad imporre una nuova (e sua) idea di SEO?

Stay tuned, stay Togethere!

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