L' importanza dell'educazione digitale

Negli ultimi mesi si parla tantissimo di educazione digitale. La nostra società ha riscoperto un problema che, in realtà, esiste già da quando il web è entrato prepotentemente nelle nostre vite trasformandole.

È importante notare che si parla di “educazione digitale” e non, genericamente, di insegnamenti o nozioni. Se è vero che i termini sono importanti allora, in questo caso sono fondamentali.

Quando parliamo di educare ci riferiamo a qualcosa che è ben diverso dall’azione dell’ insegnare. La parola educazione infatti, fa riferimento alla formazione dell’individuo, tramite trasferimento di valori e principi destinati a diventare la base della sua futura vita, personale e sociale. Si tratta di un processo grazie al quale i valori fondamentali, quelli che resteranno per sempre nella vita dell’individuo, guideranno le sue possibili scelte future.

È qualcosa di più complesso che dare semplici regole da seguire, destinate, molto spesso, ad essere poi facilmente dimenticate. Educare ci permette di proporre e condividere modelli che sono parte dell’esperienza diretta e personale dell’educatore. Le regole sono importanti ma, senza un processo costante capace di entrare in profondità nelle nostre vite, potrebbero non bastare.

Fare educazione digitale vuol dire avere consapevolezza che il mondo odierno è costituito anche da “ambienti digitali” in cui siamo immersi, ci muoviamo, decidiamo, interagiamo, parliamo, che sempre di più si stanno allineando con la nostra vita. 

È proprio all’interno di questi “mondi” che è necessario imparare a muoversi e a vivere nel modo più etico ed equilibrato possibile, proprio come succede negli ambienti reali della società per noi più conosciuti e consueti, almeno fino ad oggi.

In questo articolo vedremo:

  • cos’è l’educazione digitale;
  • perché è importante;
  • il ruolo della famiglia;
  • il ruolo della scuola.

Cos’è l’educazione digitale

Tutti noi entriamo in contatto quotidianamente con le tecnologie digitali o con le novità della comunicazione in rete. Ogni giorno viene creata una nuova applicazione, un software o una funzionalità per i nostri dispositivi che ci costringe a confrontarci con il mondo digitale. Non c’è infatti area delle nostre vite che si possa dire esente da influssi e coinvolgimenti.

Le risorse e le opportunità che il web ci fornisce ogni giorno, potenzialmente, possono essere davvero enormi. Per certi versi innegabili.

Purtroppo, la velocità con cui la tecnologia si è evoluta e si è affermata è stata talmente alta che ha creato un grosso gap di consapevolezza e di educazione, tra le diverse generazioni. Le cosiddette “generazioni Z”, i nativi digitali nati dopo il 2004 quando i social network erano già molto diffusi, vivono in una realtà per la quale gli adulti e i genitori, i cosiddetti “immigrati digitali”, non hanno avuto precedente significativa esperienza. Senza esperienza, purtroppo, anche la possibilità di educare efficacemente viene a mancare.

L' importanza dell'educazione digitale #


Sappiamo benissimo che le tecnologie e i canali digitali, se non opportunamente usati possono avere un impatto non sempre positivo sul benessere fisico e mentale sia del singolo individuo che di quest’ultimo inserito in un contesto sociale o professionale.


L’educazione digitale può essere definita come un insieme strutturato e coerente di azioni e iniziative educative, che hanno come obiettivo finale quello di fornire agli utenti strumenti, pratici e teorici, per utilizzare in modo più consapevole ed etico gli ambienti digitali.

Grazie all’educazione digitale, è possibile acquisire non solo le opportune competenze tecniche ma, anche e soprattutto, la consapevolezza e la responsabilità necessarie per vivere al meglio i contesti positivi e le opportunità della rete.

Grazie all’educazione digitale inoltre, è possibile imparare a vivere la rete con spirito critico e rispetto e ad usare quotidianamente tutta una serie di buone regole nelle nostre relazioni digitali.

L’obiettivo principale è quello di creare, partendo proprio dai giovani e dai giovanissimi e grazie al supporto e alla formazione degli adulti, un forte senso di inclusione e rispetto, concedendo così una diversa e più alta qualità alle nostre azioni in rete.

Sì, perché le buone regole del vivere sociale non valgono solamente nella dimensione “reale” della nostra vita. Oggi gli ambienti digitali, virtuali nella loro teorica impostazione, sono percepiti sempre più reali da tutti noi, soprattutto nelle conseguenze che hanno sulle nostre vite.

L’importanza dell’educazione digitale

Sono la cultura e l’educazione, non i dispositivi, a creare i nuovi abitanti degli ambienti digitali.

Cosa è successo qualche anno fa, quando le nostre vite personali e professionali, sono state invase dal digitale?

È accaduto che un’intera generazione di adulti: professionisti, educatori, genitori, ha creduto di poter ridurre e misurare la qualità della presenza in rete solo commisurandola alla tecnologia.

Il semplice possedere uno smartphone o un tablet non ci rende edotti e istruiti, così come il fatto di avere una macchina in garage non certifica automaticamente che siamo bravi e coscienziosi guidatori, così come possedere un’arma da fuoco non significa saperla usare.

In tutti questi casi, sappiamo benissimo che siamo chiamati a compiere un percorso educativo, che spesso presuppone impegno, studio ed esami finali.

Durante la nostra quotidianità siamo sempre più accaniti navigatori in Rete, siamo fruitori delle risorse che in essa troviamo e, cosa più importante, siamo noi stessi “creatori” di contenuti.

È proprio la particolarità della comunicazione digitale,  di essere autori e fruitori, che ci costringe ad essere cittadini digitali educati e consapevoli. Ci viene chiesto di essere formati costantemente e non dei semplici utilizzatori di dispositivi.

Questi gli step di una formazione digitale adeguata, che dovrebbe essere:

– Destinata a tutte le fasce di età (giovani e meno giovani in Italia ne hanno bisogno).
– Centrata sulla sperimentazione e sulla condivisione.
– Costantemente vicina alle evoluzioni della tecnologia e dei dispositivi.

Nel mondo digitale è necessario pensare a una formazione in continuo adeguamento. I modelli relazionali sono importanti, eppure non bastano.

È necessario un vero percorso educativo, frutto di un “patto” tra scuola, famiglia e Istituzioni, che dovrà coinvolgere da un lato i ragazzi fin dall’età pre-scolare e dall’altro gli adulti, in modo che questi ultimi possano concretamente supportare e accompagnare i loro figli in modo più consapevole.

Perché bisogna pensare a un percorso e non a delle semplici azioni?

Senza un cammino di sensibilizzazione e di educazione iniziato già in età pre-scolare, sarà molto complicato per un adulto convincere il proprio figlio dell’inutilità del suo smartphone. Sarà difficile dirgli di staccarsi dal suo cellulare senza andare incontro a contrasti.

Le statistiche sono impietose: a 3 anni un bimbo comincia a usare lo smartphone o il tablet dei genitori, mentre l’età media per averne uno tutto suo è 9 anni.

Sono proprio gli anni compresi in questo range temporale ad essere quelli più delicati, quelli decisivi per iniziare un percorso educativo che coinvolga adulti e bambini.

L' importanza dell'educazione digitale bimbo al pc

I principali rischi e il ruolo della famiglia

Il web è un oceano, ricco di enormi opportunità ma anche di gravi rischi.

L’utilizzo sconsiderato e disfunzionale dei dispositivi digitali e della rete può avere conseguenze a cui sono maggiormente esposti i Millennials, nati a partire dall’anno 2000.

Di seguito alcuni dei principali rischi di una esposizione massiccia in età evolutiva agli schermi:

Addiction disorder

Dipendenza da video grazie alla quale immagini virtuali vanno ad interagire con aree cerebrali che controllano sensazioni del piacere e della gratificazione. Il rischio più grave è non poterne più fare a meno. Le dipendenze da video possono assorbire molte delle risorse creative alle nuove generazioni e determinare un appiattimento delle funzioni critiche e valutative.

Scarsità di attività sensoriali ed esperienziali

Nasce dalla permanenza prolungata davanti a uno schermo. La deprivazione sensoriale colpisce prevalentemente i bambini piccoli danneggiati nella scarsità di vissuti sensomotori.

Questo ha ricadute sullo sviluppo, creando fenomeni sempre più diffusi tra i giovanissimi come:

  • dislessia
  • disgrafia
  • discalculia
  • disturbi alimentari.

Sulla decisiva importanza delle esperienze davanti a uno schermo nei tempi giusti anche da un punto di vista evolutivo del bambino, suggeriamo il bellissimo libro di Serge Tisseron Diventare grandi all’epoca degli schermi digitali.

Commistione fra mondo reale e virtuale

Questa situazione può essere accelerata quando si abusa di videogiochi violenti e non adatti al bimbo che li sta usando. Per questo noi adulti abbiamo come riferimento il codice PEGI in base all’età, che colloca ogni gioco nella fascia più adatta. Un gioco con codice PEGI 7 contiene violenza molto lieve, mentre un gioco con codice PEGI 16 può contenere violenza o riferimenti alla sessualità, descritti con livelli simili a quelli della vita reale. Il linguaggio scurrile nei PEGI 16 può essere più estremo e in questa classificazione possono anche rientrare contenuti su gioco d’azzardo, uso di tabacco, alcol o droghe.
È stato ampiamente dimostrato, anche da indagini condotte con la Risonanza Magnetica Funzionale, che una visione ripetuta e prolungata di scene di violenza sotto gli 8 anni può creare una maggiore inclinazione ad atti aggressivi e a identificare gli altri come oggetti, spersonalizzando il proprio interlocutore reale.
Ricordiamo che fin quasi a 18 anni la materia cerebrale del nostro cervello è paragonabile a morbida argilla, pronta ad essere incisa dai solchi neurali in base alle esperienze vissute e alle emozioni provate.

Ovviamente la dimensione familiare è il primo ambiente protetto all’interno del quale affrontare e accompagnare i nostri figli nell’utilizzo delle nuove tecnologie.

Un utilizzo massiccio di internet sembra essere associato a:

  • declino delle relazioni in famiglia
  • impoverimento delle relazioni sociali
  • aumento delle situazioni di depressione e di malessere interiore.

Ma la domanda che dovremmo farci, da adulti, è esattamente inversa: potrebbe essere proprio la mancanza di relazioni e la scarsa cura della dimensione familiare a causare un’immersione e un rifugio nel mondo virtuale?

Quanto tempo, di quel poco che abbiamo, lo dedichiamo ai momenti di “connessione offline” con i nostri figli?

In questa fase delicatissima la parola “solitudine” sembra essere quella più importante.

Infatti, già ben prima dei 10 anni, il 65% di ragazzini comincia a navigare la rete in solitudine. Quindi a difficoltà relazionali nella vita reale, si aggiunge anche la solitudine in quella online.

Questo perché i genitori e gli adulti vengono considerati inadeguati come guida nell’universo delle nuove tecnologie e nell’oceano di internet.

Come adulti, genitori ed educatori è importante non dimenticare mai il valore del proprio ruolo educativo, nonostante la frenesia della vita contemporanea.

È importante non arrendersi verso il proprio gap rispetto alla tecnologia e verso la frequente e scarsa capacità relazionale ed emotiva delle nostre vite familiari.

I ragazzi vanno educati fin da piccoli a fruire delle nuove tecnologie, fornendo limiti temporali e alternandole ad attività evolutivamente più stimolanti e creative.

Ma è anche vero che i ragazzi devono essere coinvolti sui temi decisivi delle emozioni, del riconoscimento degli stati d’animo, della consapevolezza emotiva in situazioni di rabbia, paura, disagio. Solo con una sana educazione emotiva, che inizia in famiglia, potranno affrontare meglio anche le sfide emotive della rete.

L' importanza dell'educazione digitale bimbo piccolo

Il ruolo della scuola

Diventare digitalmente competenti è fondamentale per consentire ai giovani di partecipare efficacemente a una società e a un’economia digitalizzate e sempre più performanti. Non coltivare abbastanza queste competenze rischia di esasperare il divario digitale e perpetuare le disparità socio-culturali già esistenti.

La competenza digitale può essere uno strumento di equità e di riscatto sociale o, viceversa, può rendere ancora più netto il divario nell’attuale tessuto socio-economico.
In questa direzione anche la scuola, come la famiglia, riveste un ruolo di primo piano nella formazione di una cittadinanza attiva e competente.

Proviamo a definire meglio le competenze digitali.

L’Italia accoglie pienamente  la definizione comunitaria contenuta nell’European Digital Competence Framework for Citizens, DigComp 2.0, che già da qualche anno, mette la competenza digitale tra le competenze chiave per l’apprendimento permanente e che ci ricorda:

La competenza digitale implica l’utilizzo in maniera sicura, responsabile e critica, e il coinvolgimento delle tecnologie digitali per l’apprendimento, al lavoro e nella partecipazione attiva alla società.

Secondo questa normativa europea, la competenza digitale viene suddivisa in cinque aree che racchiudono 21 sotto-competenze importantissime:

Alfabetizzazione su informazioni e dati
  • capacità di navigare, ricercare e filtrare le informazioni e i contenuti digitali
  • valutazione e comprensione di dati, informazioni e contenuti digitali
  • gestione dei dati delle informazioni e dei contenuti digitali
Comunicazione e collaborazione
  • interazione con gli altri attraverso le tecnologie digitali
  • condivisione di informazioni attraverso le tecnologie digitali
  • esercitare la cittadinanza attraverso le tecnologie digitali
  • collaborare attraverso le tecnologie digitali
  • netiquette
  • gestione dell’identità digitale
Creazione di contenuti digitali
  • capacità di sviluppare contenuti digitali
  • rielaborazione di contenuti digitali
  • copyright e le licenze
  • programmazione
Sicurezza

Protezione circa:

  • dispositivi
  • dati personali e privacy
  • salute e benessere
  • ambiente
Problem solving
  • capacità di cercare in rete possibili soluzioni
  • individuazione di bisogni e risposte tecnologiche
  • utilizzare in modo creativo le tecnologie digitali
  • individuare i divari nelle competenze digitali.

 

L' importanza dell'educazione digitale tasto pc

Compito della scuola è tenere costantemente conto delle diverse aree di intervento che devono coinvolgere, a un livello sempre crescente, lo sviluppo delle abilità digitali e cognitive del ragazzo, favorendo il raggiungimento di livelli di competenza digitale adeguati.

L’educazione digitale, oggi più che mai, nella situazione pandemica e di grave emergenza sociale che stiamo vivendo, incontra necessariamente la scuola, intesa come spazio aperto per l’apprendimento e non più solo come luogo fisico.
La incontra per sviluppare le competenze per la vita e per il benessere psico-fisico del cittadino della rete.
Questo percorso educativo, che le Istituzioni scolastiche stanno cercando di rafforzare, può aprire enormi opportunità e possibilità anche verso il mondo delle nuove professioni che sono uno degli obiettivi più importanti per le nostre future generazioni.

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