Hard e soft skills competenze necessarie sul lavoro e nella vita

Cosa sono le Hard Skills e le Soft Skills e perché sono così importanti, sia nell’attuale universo del mondo lavoro che per la crescita personale di ognuno di noi?

Hard skills e soft skills sono un argomento tanto antico quanto complesso e che addirittura già la filosofia greca classica, con Aristotele e Platone, aveva iniziato ad affrontare: il dualismo profondo e complesso tra “mente e cuore”.

Essi rappresentano, da sempre, due motivi di riflessione profondissimi per la vita privata, professionale e spirituale dell’essere umano.

Nel corso dei secoli il dibattito sul delicato rapporto tra mente e cuore ha seguito le alterne vicende del pensiero occidentale e, ovviamente, della storia.

Il matematico e pensatore francese Blaise Pascal, ancora nel XVII secolo, affermava che «il cuore ha le sue ragioni che la ragione non comprende». 

E come non pensare alle più recenti convinzioni sostenute dal Positivismo e dal Razionalismo, con l’esaltazione della ragione, e di tutte le abilità a essa collegate, a discapito delle “competenze” emotive.

Nel frattempo, il dibattito si è arricchito di nuove sfumature e maggiori consapevolezze, fornite, per esempio, dallo straordinario sviluppo conosciuto dalle neuroscienze.

Insomma, grazie soprattutto alla tecnologia e allo sviluppo degli studi teorici sulle dinamiche di funzionamento del nostro cervello, oggi siamo giunti ai concetti di hard skills e soft skills.

E quando se ne parla, per esempio a proposito di ricerca di lavoro e valutazione dei curricula, lo si fa sempre insistendo su un possibile dualismo tra i due concetti.

Ma le competenze del “fare” e quelle del “sentire” sono davvero inconciliabili?

Significato e differenze tra le skills

Skill è un termine inglese che negli ultimi anni si è diffuso rapidamente anche nella nostra lingua, diventando di uso comune.  

È una parola che in lingua italiana ha tantissimi sinonimi e una pluralità di significati: 

  • maestria
  • abilità
  • tecnica
  • competenza
  • bravura 
  • perizia
  • talento

Viene usato per indicare una capacità specifica, ad esempio “nuotare”, oppure per descrivere una particolare abilità tecnica, come “disegnare in Cad 3D”.

E anche per indicare la qualità di una performance, quando diciamo “Mario è un fotografo molto capace”.

Semplificando molto, potremmo dire che skill vuol dire “saper fare qualcosa”, il che ha conferito alla parola una connotazione molto pratica, come se si trattasse di una mera abilità legata alla sfera logico-razionale.

Grazie agli sviluppi che negli ultimi decenni, ha conosciuto il tema dell’Intelligenza emotiva, prima con Salovey e Mayer (1990) e poi con l’opera di Daniel Goleman, il quadro di riferimento delle skills dell’essere umano è stato sempre meglio definito, sempre più chiaro.

Le skills oggi vengono distinte in soft e hard.

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Le Hard Skills, le competenze tecniche

Si definiscono hard skills quelle competenze tecniche che contraddistinguono un’attività specifica e che cambiano in base ai ruoli e ai settori di riferimento.

È ovvio che un grafico dovrà dimostrare di saper utilizzare un software specifico per la grafica digitale, mentre un contabile dovrà avere una buona padronanza dell’economia aziendale, oltre che saper utilizzare un buon gestionale.

Delle hard skills possiamo dire che sono facilmente misurabili e valutabili già in un primo step della candidatura. Informazioni quali:

  • titoli di studio
  • attestati ottenuti
  • esperienze lavorative pregresse
  • lingue parlate
  • competenze professionali

sono infatti tutte contenute in qualsiasi CV che si rispetti, quindi facilmente individuabili. 

Se per un attimo ci fermiamo a considerare le svariate tipologie di business oggi esistenti, si può affermare che le hard skills sono pressoché illimitate.

Molte di queste sono estremamente specifiche, ben precise, quando  – ad esempio – viene richiesta la conoscenza di un dato software; altre possono essere più generiche. 

In un mondo sempre più connesso, globale e tecnologico, è ovvio che le hard skills maggiormente richieste siano la capacità di utilizzo dei nuovi social media, degli  strumenti digitali e la conoscenza delle lingue straniere.

Dopo quello che abbiamo detto verrebbe da pensare che le hard skills sono tutto. 

Un  candidato è tanto più ricercato quanto maggiore è il numero di hard skills che possiede. Le hard skills sono note anche come competenze tecniche e sono delle abilità che possono essere innanzitutto apprese e poi dimostrate, fondamentali per poter svolgere un determinato lavoro. 

Vengono apprese durante il percorso di studi professionale e migliorate con l’esperienza e con la pratica del lavoro.

Fino ad oggi abbiamo pensato che questo schema potesse funzionare sempre, infatti molte aziende investono in formazione continua per i propri dipendenti e questo, poi torna in termini di know-how, produttività e fatturato, all’impresa stessa.

La verità è che saper svolgere una determinata attività da un punto di vista esclusivamente tecnico è soltanto il punto di partenza e potrebbe non bastare. 

Oggi più che mai le hard skills devono essere però accompagnate e sostenute dalle soft skills.

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Le Soft Skills, le competenze trasversali

Abbiamo parlato delle hard skills e abbiamo compreso che possono essere identificate con  il saper fare; le soft skills invece rappresentano il “sapere”.

Infatti si definiscono  soft skills le abilità trasversali legate alla sfera delle relazioni e del comportamento che, di solito, sono competenze indipendenti dalla professione svolta e certo più difficili da allenare rispetto alle hard skills, in quanto legate personalità dell’individuo.

Le soft skills sono numerosissime e le potremmo suddividere in tre macro-aree:

  • Soft skills legate alla comunicazione e alla relazione:
    abilità di negoziazione
    networking
    public speaking
    lavoro in team
  • Soft skills legate alla personalità:
    motivazione
    empatia
    capacità di organizzazione
    fiducia in se stessi
    capacità di auto-motivarsi
  • Soft skills legate alla dinamicità del pensiero:
    creatività
    capacità di valutazione
    capacità di auto-valutazione
    flessibilità
    problem solving
    gestione dello stress
    spirito critico

Le soft skills sono essenziali a prescindere dal ruolo o dal settore professionale e possono essere attivate in diversi contesti e per svolgere vari compiti. 

Le abilità tecniche permettono al lavoratore di svolgere con una certa perizia una determinata attività, ma sono proprio le competenze trasversali, cosiddette “leggere” (perché legate a dimensioni più impalpabili del nostro essere) che ci permettono di integrarci in un team, di gestire efficacemente lo stress, di affrontare criticità relazionali con i colleghi oppure di auto-motivarci nelle situazioni di stallo. 

Esistono inoltre determinati ruoli, come quelli di management, di formazione e insegnamento, in cui le competenze strategiche, organizzative, comunicative e decisionali prevalgono su quelle più tecniche.

È possibile incrementare le hard skills dei propri dipendenti o collaboratori in qualsiasi momento, eppure, queste stesse persone “super-formate” potrebbero avere difficoltà ad integrarsi o a collaborare nel team, se la loro personalità non corrisponde ai valori o ai presupposti organizzativi dell’impresa. Questo allineamento si ottiene in modo più efficace allenando le soft skills.

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Le Soft skills: al centro del lavoro del futuro

Il mondo sta cambiando velocemente e spesso lo fa in modo imprevedibile.

Non è semplice individuare quali competenze specifiche saranno effettivamente importanti nel prossimo futuro e in questo scenario, è ben chiaro il fatto che siano proprio le soft skills l’unico punto fermo, specie quando la realtà d’impresa nella quale un lavoratore si trova a operare presenta molteplici sfaccettature.

Le competenze soft sono state spesso bistrattate e considerate quasi delle abilità di serie B. In realtà, oggi più che mai, le aziende (e non solo!) si rendono conto che senza le opportune abilità un ottimo e competente lavoratore è come se fosse solo parziale nella sua funzione.

Si tratta di un vero e proprio cambio di direzione, anche e soprattutto da parte delle stesse Imprese che devono dimostrare apertura al cambiamento e sensibilità alle nuove visioni di leadership che, già a suo tempo, Daniel Goleman ha anticipato in opere come Essere Leader, ovvero come guidare gli altri con l’Intelligenza Emotiva.

Una trasformazione di mentalità che in modo bi-univoco spetta, da un lato, all’azienda per mettere ogni singolo lavoratore nelle condizioni di crescere personalmente e professionalmente, dall’altro anche al lavoratore stesso che deve comprendere l’importanza della formazione dedicata a sviluppare e irrobustire non solo il “saper fare” ma anche il “saper gestire” emozioni, stress, relazioni, comunicazione, motivazione e creatività.

Vuoi imparare a conoscere meglio e a sviluppare le tue potenzialità emotive?

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