Didattica digitale integrata blog

La didattica digitale può rappresentare veramente una base di lancio verso un nuovo pianeta scuola?

«Torre di controllo qui scuola, abbiamo un problema!»

Non avevamo fatto ancora in tempo a sollevare i soliti calici di spumante o champagne in alto, dopo il solito conto alla rovescia di fine anno. 

Non avevamo ancora finito di ripetere le classiche frasi del tipo «il 2020 sarà un anno grandioso e migliore del 2019», «peggio di quello che è successo durante quest’anno non potrà succedere» etc…

Ecco spuntare con aria sorniona e un sorriso beffardo un nuovo – ma nemmeno tanto – virus che si divertirà a cambiare per sempre i concetti di sicurezza e di abitudine non solo di noi italiani ma di tutto il mondo.

Proprio il 31 dicembre, coincide con la prima data ufficiale in cui viene reso noto dalle autorità locali cinesi che iniziano a verificarsi dei casi insoliti di polmoniti.

Il resto è storia e sappiamo purtroppo benissimo cosa sia successo dal quel 31 dicembre così lontano ma anche così vicino, fino ai giorni nostri.

A pagare un prezzo elevato a causa di questa inaspettata crisi su scala globale è stata, oltre all’economia,  la scuola.

La sera del 9 marzo, quando il Presidente del Consiglio fece la sua apparizione in tv, tutta l’Italia si è resa conto – o forse no – di cosa significasse “fermare tutto”, tranne i servizi essenziali. In mezzo a questo tutto c’era anche la scuola.

Le famiglie italiane si sono trovate da un giorno all’altro ad affrontare delle sfide al limite delle possibilità psichiche e logistiche.

Famiglie intere chiuse in casa, dove il papà o anche la mamma dovevano lavorare in smart working e dove il o i propri figli avevano la necessità di studiare e “andare” (si fa per dire) a lezione.

La scuola senza la scuola

Lezione senza recarsi a scuola? Ma si può fare didattica senza recarsi a scuola? Questa domanda è suonata da nord a sud, dalle Alpi ai Nebrodi, fin sui crateri dell’Etna, come in un coro polifonico di voci fatto di dirigenti scolastici, insegnanti, genitori ed alunni.

L’italia scopre un nuovo acronimo, DaD: didattica a distanza. Cos’è? Da dove viene? Chi l’ha inventata?

Per molti insegnanti e non, la didattica a distanza sembra essere una nuova metodologia didattica d’emergenza, pensata e imposta a causa dell’emergenza e del lockdown, ma in realtà è qualcosa che esiste da tempo immemorabile.

Noi italiani sembriamo essere i pionieri di un sistema già ben noto e affermato in altri Paesi.

Alcuni credono sia una conseguenza dell’affermazione del digitale; ma andiamo ancora indietro.

Didattica digitale integrata note-book

Una DaD che parte da lontano

Già nel 1843, in Inghilterra, grazie a Isaac Pitman, si intravedono le prime forme di istruzione a distanza, grazie alle sue lezioni di stenografia per corrispondenza.

In Italia sarà il famoso maestro Alberto Manzi, docente, pedagogista e scrittore, a divenire anche un personaggio pubblico grazie alla Rai e alle sue lezioni trasmesse dal 1960 al 1968, durante la trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi”.

Grazie ad essa e al nostro Manzi, quasi un milione e mezzo di italiani poterono prendere la licenza media.

Verso la fine degli anni ‘70, con l’avvento del pc l’istruzione cambia canale e da “istruzione per corrispondenza” diviene istruzione multimediale o plurimediale. 

È con l’avvento del web che, in sinergia con il digitale, assistiamo alla nascita dell’E-learning o se vogliamo, della formazione in rete.

Come possiamo ben vedere, siamo lontani da quel famoso quanto vicino 10 marzo corrente anno, eppure per molti di noi la didattica a distanza (DaD) o formazione in rete, sembra essere una novità assoluta caduta sulle nostre teste come il famoso macigno precipitato in testa a Willy il coyote!

Negli Stati Uniti si parla di didattica a distanza o, come vedremo in seguito, di didattica digitale integrata (DDI) già a partire dagli anni ‘80/’90. 

Molto interessante il video di Catlin Tucker, insegnante americana innovatrice, certificata da Google e scrittrice di diversi best seller sul blended learning (lett. didattica miscelata).

https://youtu.be/8fLA_ZsZl7A

In questo video si sottolinea l’importanza di una didattica digitale che sia perfettamente integrata con la didattica tradizionale, per un approccio innovativo e in linea con i progressi della tecnologia, di cui i più giovani sono esperti conoscitori, e per un eventuale nuovo rischio lockdown o per altri eventi che potrebbero vederci nuovamente isolati ognuno nelle proprie case.

Il presente e il futuro della Didattica digitale

Tornando in Italia, ripensando ai banchi di scuola e alle aule vuote per mesi, non possiamo che fare un grande applauso a tutti gli insegnanti, ai genitori e agli studenti , che si sono impegnati con sacrificio, entusiasmo e determinazione, affinché la didattica a distanza non ostacolasse quello che è un sacrosanto diritto per tutti: il diritto allo studio.

In questo nuovo scenario, non è stato semplice evitare che gli schermi di pc, tablet e smartphone diventassero un muro insormontabile piuttosto che un “medium” tra insegnanti e studenti. Non poche sono state e ancora saranno le difficoltà, ma grande è la voglia di trasformare una necessità in un’opportunità.

Con la fine del lockdown, coinciso con il mese di chiusura delle scuole, ci si è lasciati con buoni propositi e con la voglia di trasformare una didattica digitale a distanza in una didattica digitale integrata stabilmente con quella che finora è stata la metodologia di insegnamento tradizionale.

Questo è quanto ha chiesto il Ministero dell’Istruzione con l’emanazione del Piano Scuola del 26 giugno 2020, e fortemente ribadito dalla stessa anche in occasione del rientro dietro i banchi il 14 settembre.

Didattica digitale integrata flipped classroom

L’obiettivo è quello di rendere la didattica sempre più blended, miscelando sapientemente tradizione e innovazione, con l’insegnante che diviene coordinatore e non più elargitore unidirezionale di didattica a catena di montaggio ma regista, responsabile di un processo di maieutica nei confronti dello studente che diviene vero attore protagonista della didattica. 

Dev’essere quest’ultimo, attraverso la guida dell’insegnante e l’ausilio di mezzi tecnologici a innescare quel processo noto come :

Search → Organize → Share.

  • Ricerca del materiale, testuale, audio, video, attraverso i libri e il web.
  • Organizzazione del materiale trovato secondo delle connessioni e un ordine logico.
  • Condivisione del lavoro fatto con i compagni, l’insegnante e attraverso i canali multimediali della scuola.
In questo sta la vera e grande novità della didattica 4.0: ciò che lo studente apprende non si esplica in una semplice interrogazione per rassicurare il prof di aver capito la lezione, ma in un’elaborazione personale di contenuti poi condivisi con un pubblico.

Pubblico che può essere rappresentato da: 

  • la classe, durante una lezione organizzata e tenuta dall’alunno;
  • sempre la classe, durante un debate tra due gruppi di alunni;
  • i fruitori di YouTube o di Facebook durante la visualizzazione una video lezione pubblicata sui canali social della scuola;
  • i fruitori della web radio della scuola durante la messa in onda sincrona o asincrona di un podcast.

Gli esempi potrebbero continuare e tutto ciò a dimostrazione del fatto che la didattica digitale integrata è un prezioso strumento da valorizzare e di cui sfruttare le enormi potenzialità.

A venire in soccorso di insegnanti e studenti sono state le tante piattaforme e gli innumerevoli tool digitali, già esistenti prima del lockdown o creati appositamente per favorire la didattica digitale.

Se parliamo di piattaforme digitali di e-learning possiamo menzionare tra le tante:

  • Google Hangouts Meet
  • Zoom
  • Edmodo
  • Skype di Microsoft
  • Whereby

Ognuna di queste piattaforme ha dato il proprio contributo alla scuola allo scopo di facilitare e potenziare le complesse dinamiche docente-allievo.

Ognuna di queste ha dato la possibilità ai docenti di ricreare, coi limiti del caso, l’ambiente classe, suddividendo gli alunni in gruppi, assegnando loro compiti, svolgendo quiz, sondaggi e quant’altro potesse essere utile e funzionale a mantenere viva una dimensione classe virtuale, ma al contempo reale.

Didattica digitale integrata G suite

Come non menzionare Google con G Suite for educationhttps://bit.ly/2GYyNNx, una suite per insegnanti ricca di tool intuitivi e facilmente modificabili per consentire agli insegnanti una gestione efficace della classe virtuale per:

  • creare e modificare in tempo reale documenti, fogli di lavoro e presentazioni;
  • comunicare con la classe attraverso mail, chat e video;
  • gestire la classe, creando corsi, compiti, quiz e valutazioni;
  • organizzare e pianificare attività e riunioni;
  • gestire tutto con la massima sicurezza dei dati e il rispetto per la privacy dell’insegnante e degli studenti.
Potremmo star qui a descrivere decine di altri tool che hanno dato e stanno continuando a dare qualità alla nuova didattica digitale integrata

I tool di digital personal storytelling, che permettono allo studente di “raccontarsi”.

Lo screencast, il podcast, i tool per creare e raccontare attraverso un e-book.

La realtà aumentata e la realtà virtuale quali mezzi non più futuristici per un’esperienza didattica sempre più immersiva.

Come abbiamo avuto modo di ribadire altrove, il futuro della didattica è già adesso! 

 

Vuoi una consulenza su come utilizzare al meglio questi fantastici strumenti a livello didattico o per la tua professione?

CONTATTACI

Condividi pure!

Chiamaci

Amministrazione
339 – 4672739

 

Dove Siamo

Contrada Borgesia 15 – 96015 Francofonte (SR)

Seguici su

Scrivici

Newsletter