Micro Momenti - Togethere blog
Micro Momenti: cosa sono e come sfruttarli per il tuo business

I Micro Momenti sono gli istanti durante i quali un utente consulta il web per periodi di tempo estremamente brevi, al fine di ottenere informazioni che soddisfino una sua necessità immediata.

Sono importantissimi per un’azienda e In questo articolo vedremo:

  • perché si rivelano molto utili per mettere in campo strategie di web marketing
  • cos’è la Teoria dei Micro Momenti
  • quali sono i Micro Momenti identificati da Google
  • come cambiano i percorsi di acquisto del consumatore
  • quali strategie deve adottare un brand per sfruttarli al meglio

Sappiamo bene tutti quanto, con la diffusione esponenziale dei dispositivi mobili, le persone vivano in simbiosi con i loro smartphone e li utilizzino per effettuare ricerche di ogni tipo.

Pur trattandosi di momenti “micro”, possono rivelarsi molto utili per adottare strategie di web marketing di successo.

Per le aziende, riuscire ad essere presenti nell’esatto momento in cui si manifesta l’esigenza di un utente, è una strategia vincente, che permette con molta probabilità di convertire quello che fino ad allora era un cliente potenziale, in un cliente effettivo.

L’analisi del quando e dove gli utenti cercano i prodotti, si rivela quindi per un’azienda, un elemento importantissimo del suo business: immedesimarsi nel cliente ed intercettare i suoi bisogni risulta essere fondamentale.

Google i Micro Momenti li definisce così:  “momenti che contano”: momenti per divertirsi, imparare, informarsi e acquistare. Si tratta di occasioni chiave per le aziende, perché identificano i momenti in cui vengono prese le decisioni. Ma non solo. Si definiscono le proprie preferenze, il gradimento verso un determinato oggetto o servizio, momenti in cui vogliamo che i nostri desideri e necessità siano soddisfatti all’istante.

Questi momenti nascono da esigenze, passioni o necessità.

Google ha creato un breve ed emozionante video per spiegare bene cosa sono.

 

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Blog aka la nostra visione del mondo | Storytelling: la tua azienda è una storia da narrare
Storytelling: La tua azienda è una storia da raccontare

Lo storytelling, come dice lo stesso termine, indica la narrazione di una storia. La tua azienda è una storia da raccontare.

«Mamma raccontami una storia prima di dormire!». Quante volte da piccoli abbiamo fatto questa richiesta o ce la siamo sentita fare dai nostri figli? 

Sin da bambini abbiamo la necessità di ascoltare dei racconti, conoscerne i personaggi e immedesimarci nelle loro avventure.

“Il termine narrare deriva etimologicamente dalla radice gna-, che significa “rendere noto”, mentre il suffisso -zione, deriva dal latino catione e trasmette il carattere semantico dell’agire, dell’azione, del gesto e di tutta la situazione relazionale.” cit. Wikipedia

La narrazione è qualcosa che nasce insieme all’uomo e che da sempre lo ha accompagnato. 

Ha attraversato culture, epoche, luoghi, diventando sempre più uno strumento importante di interpretazione della realtà e del mondo che ci circonda.

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Cooperative learning: dai banchi di scuola al successo aziendale - blog togethere oltre i limiti delle web agency
Cooperative learning: dai banchi di scuola al successo aziendale.

Il cooperative learning, o apprendimento cooperativo, nasce come metodologia di insegnamento nelle scuole.

Si tratta di un metodo di insegnamento che prevede il trasferimento delle conoscenze non da insegnante ad alunno, ma da alunno ad alunno.

Questo attraverso lo scambio del sapere e la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti.

L’obiettivo è fare leva sulle abilità di gruppo piuttosto che sul singolo, affinché gli studenti possano apprendere insieme, sentendosi in questo modo tutti responsabili e aiutandosi a vicenda per raggiungere compiti più complessi.

Successivamente questo metodo è stato applicato anche ad altri settori per raggiungere risultati performanti.

In un’ottica aziendale questo principio cooperativo può avere lo stesso valore di apprendimento e crescita?Certamente si.

Non a caso le più grandi aziende, nate da un’idea e dalla genialità dei singoli, devono poi i loro risultati a uno specifico team.

In questi gruppi di lavoro delle grandi aziende, le abilità interpersonali unite ad un elevato livello di problem solving, hanno rappresentato il motore propulsivo verso il raggiungimento di traguardi sempre più elevati.

Saper sfruttare l’impegno cooperativo è essenziale al successo

Napoleon Hil

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Le 4 cause​ che ti spingono a prendere una determinata decisione togethere - oltre i limiti delle web agency
Le 4 “cause”​ che ti spingono a prendere una determinata decisione

In ogni momento della vita una persona deve utilizzare le proprie facoltà cognitive per prendere una decisione su cosa fare o per valutare la situazione che ha di fronte.

Molto spesso (leggi sempre), la decisione che prendiamo scaturisce da preconcetti e pregiudizi detti BIAS che “ci siamo creati” ad hoc e che risiedono nella nostra mente. Questi pregiudizi sono innumerevoli ma nascono da 4 cause e condizioni principali:

  •  Esperienza individuale
  •  Contesto culturale e credenze
  •  Giudizio altrui
  •  Paura di agire

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Le 4 "cause"​ che ti spingono a prendere una determinata decisione
Principio della Mera Esposizione – Ora ti spiego perché più ti vedo, più mi stai simpatico!

Quante volte ti è capitato di sentire una nuova canzone e di non farci molto caso all’inizio, ma dopo averla ascoltata diverse volte, scopri che ti piace davvero e ti sorprendi a canticchiarla, così, senza pensarci? Sai perché accade?

Questo fenomeno è un chiaro esempio del principio della mera esposizione: più vedi o ascolti qualcosa, più ti piace. In altre parole, tendiamo ad apprezzare di più le cose quando ci sono familiari.

Un esperimento del 1992 da parte del Journal of Experimental Social Psychology spiega meglio il concetto: alcuni ricercatori americani selezionarono 4 donne di aspetto simile e dissero loro di frequentare un determinato corso presso il college un certo numero di volte durante il semestre ma senza interagire con gli altri studenti. Tutte e 4 le donne posarono per una foto che uno degli studenti scattò loro.

La prima donna non partecipò affatto alle lezioni, la seconda cinque volte, la terza dieci volte e l’ultima donna partecipò quindici volte.

Alla fine del semestre, gli studenti della classe, vedendo le foto di ciascuna delle 4 donne le classificarono in modo diverso: valutarono la donna che avevano visto 15 volte molto più positivamente della donna che non avevano visto affatto.

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