Assertività comunicare e vincere senza gridare

In questo articolo ti parlerò dell’assertività e dei suoi estremi: l’aggressività e la passività.

La nostra capacità di comunicare e ogni altro nostro comportamento risentono di queste tre caratteristiche psicologiche che diventano anche stili attraverso i quali ci presentiamo e interagiamo.

L’assertività può rendere la comunicazione una vera pozione magica, ed essere capace di creare ambienti relazionali molto positivi e appaganti… o anche no!

Sai che la formula chimica della comunicazione, tra i suoi benefici, ha quello di renderti più autorevole?
Chi non desidera essere autorevole?
Cosa vuol dire autorevolezza?
Cosa ha che fare con la comunicazione?

Tutti desideriamo essere autorevoli e mostrare la nostra autorevolezza, per farlo dobbiamo tenere conto di tre concetti fondamentali:

– stima
– forza morale
– fiducia. 

Ecco su cosa si fonda l’autorevolezza; ecco cosa dobbiamo ispirare e manifestare agli altri.

Come possiamo costruire la nostra autorevolezza e renderla visibile? Comunicando.

Per poter essere autorevoli quindi, è fondamentale poter convincere i nostri interlocutori senza bisogno di imporci oppure di farci dominare; il punto di equilibrio è proprio l’assertività. 

Sia nella vita reale che negli ambienti digitali si parla tanto di “essere autorevoli” e di quanto sia importante costruire un Personal Branding forte per poter emergere tra gli altri.

Attenzione, stiamo parlando di autorevolezza, che è ben altra cosa  rispetto ad autorità che, quasi sempre, si impone, grida, usa un linguaggio spesso a sproposito e non mostra empatia.

L’autorevolezza, al contrario, non ha alcun bisogno di forzare o gridare.

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La comunicazione assertiva

Comunicare è una cosa seria che ci permette di scoprire e sperimentare, come in nessun altro contesto delle nostre vite.

Come tutti gli esperimenti però è fondamentale conoscere gli “elementi” che andiamo a maneggiare, perché in base a come verranno combinati assieme, potremo avere risultati profondamente diversi.

La comunicazione che è in grado di raggiungere l’interlocutore senza bisogno di imporsi, quella che vince e persuade senza violenza e senza manipolare, è quella che ha in sé la componente dell’assertività. 

Nel nostro essere soggetti capaci di relazionarsi, esistono due estremi fondamentali da tenere sempre in grande considerazione; essi determinano, consapevolmente o inconsapevolmente, la maggior parte delle nostre risposte ai condizionamenti esterni: la componente passiva e quella aggressiva.

L’assertività si propone come punto di equilibrio tra queste due componenti del nostro carattere.

Se volessimo darne una definizione semplicistica, potremmo dire che è “la competenza utile a comunicare le nostre opinioni e idee senza sovrastare né farsi sovrastare”, usando:
– rispetto
– autocontrollo
– fermezza
– ascolto.

Ti sembra semplice? Invece non lo è per niente.

Come essere e mantenersi assertivi

Comunicare è qualcosa di incredibilmente connaturato al nostro “essere umani”. Eppure Daniel Goleman, nel suo immortale testo Intelligenza Emotiva, più di una volta argomenta il fatto che si tratta solo in parte di una competenza innata, scritta nei geni, quanto piuttosto di una abilità che può essere insegnata, appresa e allenata.

Ne consegue che l’assertività si allena giorno per giorno, situazione dopo situazione; non è un’abilità relazionale ed emotiva che si conquista una volta per tutte.

Per comprendere meglio prova ad immaginare una livella a bolla di quelle che usano i muratori.
Ricercare l’assertività ed allenarsi costantemente ad essa, è proprio come avere a che fare con una livella: un impegno continuo nella ricerca di un equilibrio tra stile aggressivo e stile passivo, in continuo aggiustamento, perché in realtà non esiste una posizione definitiva in cui porsi all’interno di una relazione.

La difficoltà principale dell’essere assertivi è proprio questa: saper dosare, in un confronto dinamico, la comunicazione in modo da rimanere liberi di  esprimere se stessi.

Senza adeguare quindi necessariamente il proprio tono a quello degli interlocutori annichilendo se stessi oppure, di contro, senza dominare a tutti i costi.

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L’autostima

L’assertività, che come abbiamo capito è l’abilità di comunicare a prescindere dai condizionamenti e dalle forzature dell’ambiente, è anche un ottimo “ricostituente” per la nostra autostima.

L’autostima è un processo personale e continuo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’auto-approvazione del proprio valore personale.

Anch’essa è profondamente legata alla nostra comunicazione, perché trae grande vantaggio da modalità relazionali assertive, equilibrate, decise e al contempo rispettose e votate all’ascolto.

Assertività, passività e aggressività

Ti starai chiedendo: se non ho uno stile assertivo, quale utilizzo?
La risposta deve portarti a riflettere, perché l’assertività “funziona” sia a livello consapevole che inconsapevole.

Che tu lo voglia o no infatti, userai sempre delle “modalità relazionali”, le tue parole e il tuo corpo, diranno sempre e comunque qualcosa.

Se non userai quindi l’assertività userai la passività o l’aggressività.

Sei passivo quando: 

  • sei disposto a dire sempre di SI per allontanare potenziali negoziazioni o peggio conflitti;
  • eviti di dire NO per paura di essere inopportuno;
  • usi un tono di voce che esprime sottomissione e scarsa autostima;
  • rinunci a esprimere i tuoi pensieri e le tue opinioni;
  • manifesti un linguaggio del corpo chiuso su te stesso;
  • temi il giudizio degli altri.

Sei aggressivo quando:

  • esprimi i tuoi pensieri senza tenere conto del punto di vista altrui;
  • non ascolti il tuo interlocutore;
  • attribuisci le responsabilità di qualcosa sempre agli altri;
  • usi il giudizio e la valutazione personale come strategia di comunicazione;
  • usi un linguaggio del corpo estremamente invadente e prevaricante;
  • sei solito gridare e imporre il tuo stile para-verbale.

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Riconoscere l’assertività

Le dinamiche della comunicazione sono estremamente delicate. Proprio come in una formula chimica, cambiare uno dei componenti, un piccolo dettaglio, può stravolgere il risultato finale.

Riconoscere e sviluppare l’assertività, in un momento storico e sociale come questo che ci propone “modelli relazionali” fondati sulla prevaricazione e la violenza, fisica, verbale e psicologica, è fondamentale.

Sempre Daniel Goleman, chiarisce che ci sono persone particolarmente dotate, per carattere e indole, di competenze assertive e chi invece deve impegnarsi molto per riuscire a relazionarsi in modo assertivo.

È necessario mettere in gioco  la nostra Intelligenza Emotiva, affinché l’assertività possa portare benefici e risultati nelle nostre vite e diventare una competenza forte. 

Raggiungere un alto livello di assertività vuol dire riuscire a dire le cose senza:

  • offendere
  • attaccare
  • gridare
  • giudicare
  • puntare un dito in faccia al nostro interlocutore. 

Insomma, l’assertività ci consente di rispettare il secondo Assioma della Comunicazione, il quale afferma che ogni forma di relazione è costituita da un “cosa” diciamo (il contenuto) e dal “come” lo diciamo (la modalità).

Ecco che l’assertività ci aiuta ad assemblare sia forma che contenuto di un messaggio.

Allenare l’assertività

  1.  Essere empatico, cioè mettersi nei panni del nostro interlocutore e tentare di capire cosa sente, cosa pensa, cosa vede; l’empatia non può esistere senza la sacra pratica dell’ascolto.
    Per essere concretamente assertivo devo, prima di tutto lasciar parlare il mio interlocutore, comprendendo il suo reale stato d’animo. L’assertivo prima di parlare si chiede sempre: «come si sta dalla sua parte?»
  2. Non usare i giudizi e le valutazioni come “strumenti” attivi della tua comunicazione.
    È fondamentale non discutere o scatenare conflitti che riguardino le persone, bensì parlare dei loro.
    Dire «sei un incapace» è ben diverso dal dire «il tuo comportamento non è ammissibile in questo luogo di lavoro».
    L’efficacia di una critica costruttiva è ben altra cosa da un arido giudizio sulla persona.
  3.  Assumersi i rischi e le responsabilità che comporta il direno”. A volte questo potrà creare momenti di tensione durante i quali sarà necessario mettersi in gioco. 

Solo così si comprenderà pienamente l’importanza e l’utilità di sviluppare un comportamento assertivo che, in ogni ambito della nostra vita personale e professionale, tornerà utile.

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